I mercati: paradossalmente volubili e cocciuti allo stesso tempo

Scritto il alle 11:40 da WFTrading Roma

Occorre fare una premessa: nei fatti, recentemente, le influenze esterne sui mercati finanziari appaiono sproporzionate e per molti versi orientate in modo evidente verso i profitti delle cosiddette mani forti.

Andiamo per gradi. Dopo la riunione della Fed di settembre 2015, quella decisiva ed attesa da anni, quella che doveva cambiare definitivamente le politiche monetarie della stessa banca centrale, i mercati reagirono negativamente ad un “unchanged”.

Il mancato aumento dei tassi, che di per sé avrebbe dovuto portare ad un’euforia dei mercati finanziari per effetto di un mancato aumento dei costi degli investimenti, è stato invece interpretato dal mondo intero come un segnale di allarme.

Interpretazione per molti aspetti condivisibile: il rallentamento globale delle economie, in particolare di quelle emergenti, ha imposto il mantenimento dei tassi precedenti. È un dato di fatto molto preoccupante. Tale rallentamento appare infatti in grado di influenzare la prima economia al mondo sulle proprie scelte economico-monetarie, inducendo molti, a credere che le cose siano molto più difficili di quello che si vuole fare credere. E allora, come naturale conseguenza, si è assistito a settimane di ribassi, seguiti da violenti rialzi, con una deriva ribassista di fondo che ha portato i mercati ad aggiornare i minimi di agosto. Quei minimi che per effetto di una grandissima volatilità e direzionalità, hanno indotto molti Risk Manager a chiudere in automatico le posizioni di molti fondi e banche.

Una visione decisamente pessimistica.

Arriva la fine di settembre; proprio quando si pensava che oramai l’orso si era impadronito dei mercati, forse anche per effetto di motivazioni endogene ai mercati stessi, il toro si è improvvisamente rialzato. Guardando l’andamento dei prezzi, sembra proprio che le mani forti siano intervenute. E come spesso accade in questi casi, la reazione è stata violenta. Per esempio il Dax di Francoforte, nonostante vi fossero notizie drammatiche (vedi Volkswagen e Deutsche Bank), ha avuto una reazione così violenta che in appena 5 giorni si è portato dai minimi di area 9400 ai massimi relativi di area 10096… ben il 7%!

WFTrading Roma - Dax 09_10_15

Tecnicamente, per effetto della rottura del minimo evidenziato dal cerchio rosso, il Dax, in questo esempio, (fenomeno riscontrabile anche su altri mercati), doveva scendere per almeno due giorni, dando modo all’orso di rialzarsi e riprendere in parte le sue forze. L’analisi tecnica, così come quella ciclica, induceva a pensare che il mercato sarebbe salito solo in un secondo momento. Invece così non è stato, dando il segnale della sua cocciutaggine (o, per chi crede nella razionalità del mercato stesso: della sua determinazione).

Ma anche volubile (o flessibile): ieri sera, dopo l’uscita delle Minutes della Fed, che ci informano su ciò che è stato detto e deciso, notizie conosciute da mesi, i mercati, che a settembre avevano reagito acuendo il già forte trend bearish, hanno invece reagito ieri sera in senso contrario, con un forte rialzo!

Come conciliare volubilità e cocciutaggine? Occorrerebbe entrare nel cervello delle mani… forti. Non potendolo fare, la soluzione migliore sembra quella di limitare i propri orizzonti temporali attraverso operazioni di breve periodo, con stop stretti e trailing stop al posto dei normali target di prezzo. Così facendo, in caso di errori, gli stop saranno ampiamente compensati da quei trade che seguiranno il mercato.

Non sposiamo mai il verso dell’operazione poiché anche se oggi il toro sta di fatto vincendo nell’eterna lotta con l’orso, quest’ultimo ha ancora una forza in grado di dare quella zampata capace di riportare i prezzi in prossimità dei minimi di agosto e settembre.

Dott. Valerio Corallo

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