Heeelp!!!!!

Scritto il alle 18:12 da WFTrading Roma

Sembra che le vendite sugli indici azionari siano ricominciate prepotentemente. Prima le parole della Yellen giovedì scorso, poi le notizie su una multa miliardaria a Volkswagen di cui ormai tutti sanno, mettiamoci anche delle motivazioni tecniche e cicliche che potrebbero portare alcuni indici, se non tutti, a riportarsi sui minimi del 24 agosto 2015; fatto sta che le vendite oggi la fanno da padroni.

In momenti del genere, repetita iuvant, il panico porta all’errore. Bisogna prevedere, se possibile, ed in caso di mancata predizione, mantenere la calma ed analizzare in modo asettico il mercato per non commettere altri errori.

Andiamo quindi ad analizzare alcuni di questi indici.

Il FTSE MIB.

La rottura dei livelli di 21.151 sono un segnale preoccupante. La conferma attraverso il prezzo di chiusura di oggi potrebbe portare a degli scenari non molto rosei. La discesa, che ci auguriamo duri solamente per circa 8 giorni, potrebbe rallentare vicino al 61,8% di ritracciamento di Fibonacci posizionato dal minimo del 15 gennaio 2015 al massimo del 20 giugno.

Poco prima del livello, come si può vedere dal grafico, vi è anche la resistenza dinamica di lungo periodo che potrebbe rappresentare un paracadute in grado di frenare la caduta libera di oggi e, forse, dei giorni avvenire. Naturalmente, per composizione, una caduta così forte andrà a trascinare inevitabilmente i titoli finanziari dell’indice, quindi prestare massima attenzione a chi ne ha in portafoglio, senza sovrappesare la quantità solo perché sono scesi “abbastanza”.

WFTrading Roma - FTSE Mib

Il DAX.

Il Dax di Francoforte ha una configurazione leggermente diversa rispetto al nostro indice poiché, sempre per composizione, beneficia in via indiretta del QE Europeo. Un Euro svalutato offre la possibilità alle aziende tedesche di esportare maggiori quantità e quindi di conseguire maggiori ricavi futuri, maggiori utili ed in ultima analisi, avere un maggior appeal sul mercato azionario.

L’indice però, a causa dello scandalo della Volkswagen, non riesce ad avere quella correlazione tipica di quest’ultimo anno. Lo dimostra la pesante discesa di oggi, nonostante vi sia un’altrettanta discesa del cross valutario (in altri tempi a seguito di un crollo del cross valutario solitamente vi era un rialzo dei prezzi dell’indice).

I livelli di supporto sono più vicini a quelli del FSTE Mib, poiché rispetto a quest’ultimo, la fase correttiva iniziata ad aprile scorso è stata molto più forte di quella del paniere di Milano. Durante il bearish trend di agosto il Dax ha perso circa il 20%, mentre il FTSE Mib il 15%, con rimbalzi ben diversi: il primo si è riportato a stento sul 50%, mentre il secondo sul 61,8%, segno questo che tra i due mercati, il più debole sembra ad oggi essere quello tedesco.

Questo dato potrebbe cambiare nel momento in cui i prezzi dovessero riportarsi vicino ai precedenti minimi a 9.338. In caso di tenuta del supporto dinamico di lungo periodo, evidenziato dalla trendline azzurra, si potrebbe innescare un nuovo trend pluriennale che vedrà nel medio periodo persino un aggiornamento dei massimi. Gli ultimi livelli di supporto per la ripartenza del trend pluriennale li possiamo vedere in area 8.850, rappresentanti il livello di ritracciamento dell’88,6% del trend rialzista.

WFTrading Roma - DAX

L’S&P 500.

L’indice americano, da sempre locomotiva mondiale dei mercati finanziari, dopo anni ed anni di “soldi facili” (il QE prevede tassi nulli e acquisto di attività finanziarie da parte della FED per immettere liquidità nel sistema finanziario), si trova davanti ad un bivio: beneficiare degli ultimi mesi di tassi nulli per puntellare l’economia e farla ripartire più sana e più stabile, oppure cadere nella trappola della liquidità (tassi nulli e inflazione bassa) così come descritta da J.M.Keynes, in cui gli sforzi della FED non avranno alcun effetto sull’economia reale.

Graficamente l’indice americano viene da anni di bullish trend ed una contrazione dei prezzi era scontata.  Il bearish trend innescatosi però, potrebbe fermarsi in area 1.821/1.850 se non prima, in prossimità dei minimi a 1.867. In caso di tenuta dei 1.900 punti e successiva rottura dei 1.975, invece, si avrà l’inversione del trend, con target che potrebbero meravigliare molti, ben sopra i precedenti massimi.

WFTrading Roma - S&P500

Dott. Valerio Corallo

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atomictonto
Scritto il 22 settembre 2015 at 21:44

Innanzi tutto grazie del contributo tecnico.
Ho pero un paio di domande:

1) per quale motivo reale dovrebbe il fuzzy stornare fino ai massimi del 15 Gennaio, cioè prima dell’avvio del QE della BCE (che finora ha magicamente iniettato nella finanza EU 540 miliardi di euro dal nulla), prima dei dati positivi sulle immatricolazioni, sul PIL nostrano e dei dati del miglioramento dei consumi interni?

2) Non siamo forse in presenza di un mercato completamente irrazionale, probabilmente appunto guidato alla cieca da grafici e medie mobili gestite da computer, visto che credo sia la prima volta che un major player di un settore (VW) fa una debacle commerciale e di marketing…e viene bastonato tutto il relativo settore senza considerare che se questo player ha e avrà nei prossimi Q dei problemi i CONCORRENTI non possono che guadagnare market share?

Insomma, va bene l’analisi tecnica, ma siamo proprio arrivati al punto che la realtà non conta più niente, come ad esempio x il titolo UCG che oggi prezzo il 12% in meno di quanto prezzava PRIMA di comunicare utili DOPPIO rispetto alle aspettative (!!!)?

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Scritto il 23 settembre 2015 at 09:23

Ciao atomictonto, ti rispondo con ordine:
1. Il FTSE Mib potrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) stornare fino al 61,8% di ritracciamento di Fibonacci del trend iniziato il 15 gennaio. Voglio sperare che non ritorni sui minimi del 15 gennaio, ma questo solo il tempo può dirlo. Il QE ha avuto un ruolo fondamentale sulle aspettative degli operatori, dando vita al bullish trend durato fino ad aprile. Il QE però non ha un effetto immediato sui “veri” bilanci aziendali, che dovranno ancora uscire (la chiusura è al 31 dicembre). La situazione economica italiana è in miglioramento, ma molto c’è ancora da fare prima di avere un effetto tangibile sull’economia reale (lo si può vedere da una disoccupazione che è ancora alle stelle e dalla mancanza di pressioni inflazionistiche, tipiche di un’economia sana). Per tale motivo, unito a dinamiche internazionali, nulla vieta che nel breve, anzi brevissimo periodo, possa continuare a scendere.
2. Che i concorrenti possano guadagnare da una debacle del genere è indubbio: mors tua vita mea. Non vi è dubbio anche che i mercati siano spesso irrazionali, anche perché, al di là degli HFTS (High Frequency Trading Systems), il mercato è composto da individui. Gli stessi che sono soggetti ad errori cognitivi ed emotivi che portano in fasi di discese violente al panico.
Così come è indubbio che un problema così importante ad un colosso mondiale come Volkswagen genera danni a tutto l’indotto che non si limita ai confini nazionali (per intenderci: ci andiamo di mezzo anche noi).
3. I prezzi di Unicredit, così come i prezzi di qualsiasi titolo quotato, come già detto, si muovono per effetto delle aspettative che il mercato ha su quel titolo e molti altri motivi, come per esempio le correlazioni con altri titoli o indici, l’analisi tecnica da te accennata e molti altri. In questo bisognerebbe forse fare una distinzione tra trend di breve, medio e lungo periodo. Se si fa trading solamente sui fondamentali, come da te accennato, credo che la soluzione migliore per gestire in modo ottimale il rischio, sia quello di avere orizzonti temporali lunghi ed una buona gestione del Money Management in grado di metterci al riparo da movimenti contrari di breve.
Per come la vedo io (modestissimo…issimo…issimo parere), non esiste solo analisi fondamentale, così come non esiste solamente l’analisi tecnica o ciclica, ma ogni operazione andrebbe strutturata in maniera tale da analizzare ogni possibile fattore, gestire in modo ottimale il proprio Money Management, tutto al fine di limitare la parte emotiva ed evitare così errori figli di un panico momentaneo.
Non credo che in questa attività vi sia una soluzione univoca, anche perché la percezione del rischio è differente per ogni trader o investitore, modificando di conseguenza i comportamenti. Credo però che con molto studio e molto rigore, nel lungo periodo si possano ottenere ottimi rendimenti.

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