L’Europa si farà sulle crisi!

Scritto il alle 16:32 da WFTrading Roma

«Non ci sarà mai pace in Europa se gli stati si ricostituiranno su una base di sovranità nazionale… [ciò] presuppone che gli stati d’Europa formino una federazione o una entità europea che ne faccia una comune unità economica» (Ctz. Jean Monnet, 1943).

È forse un dato di fatto della condizione umana non pensare al peggio quando le cose vanno bene, ma reagire solo in situazioni di crisi. Grave errore. Prevenire è meglio che curare! (Lapalissiano!)

Probabilmente questa storia della Grecia poteva essere risolta molto prima. Ma probabilmente non si sarebbe conclusa in questo modo, con un popolo, quello greco che è sceso in piazza pro-euro, e con un leader politico, quello tedesco, disposto ad aprirsi a politiche economiche diverse dall’austerity, ritagliandosi un posto nella Storia.

La vita è un continuo Sliding Doors, ma quello che più conta è risorgere, come l’araba fenice, dalle proprie ceneri per essere più forti di prima. L’Europa è ad un bivio. Trovo le parole di Al Pacino nel film Any Given Sunday molto più puntuali di tante altre:

Tutto si decide oggi.

Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, sino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi.

Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

[…] Sapete col tempo, con l’età tante cose ci vengono tolte ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.

Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d’errore è ridottissimo. […] Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.

[…]E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.

 […] Perciò, o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.

L’idea di chi oggi, sta già facendo la storia, ossia di Mario Draghi (governatore della BCE), di Jean-Claude Juncker (Presidente della Commissione Europea), di Donald Tusk (Presidente del Consiglio Europeo) e di Jeroen Dijsselbloem (Presidente del Consiglio Europeo) è una di quelle che potrebbe essere epocale!

I punti cardine della proposta sono: la stretta sui controlli di bilancio, le convergenze sulle riforme economiche ed un “welfare tripla A” con standard comuni sui trattamenti di disoccupazione, ponderati per ogni stato.

Inoltre, la roadmap prevede anche la creazione di un European Fiscal Board che fornisca valutazioni pubbliche e indipendenti dei bilanci nazionali in relazione alle raccomandazioni di Bruxelles.

 

Se fosse raggiunto l’accordo e ci si mettesse a lavoro per rispettare anche le tempistiche date (prima parte entro il 2017 e seconda entro il 2019) si riuscirebbe a compiere il primo vero passo in avanti dopo tredici anni, per l’unificazione vera e propria. Un’Europa che diventerà più forte di prima, trasformandola come continente non soltanto a livello toponomastico, ma anche politico-economico. Abbiamo sempre detto che per composizione e regolamenti, la BCE è una delle banche centrali più indipendenti al mondo. Oggi c’è la reale possibilità che diventi anche una delle più importanti. Poiché a quel punto, l’efficacia delle sue politiche, non sarà più smorzata dalla lentezza delle politiche economiche dei singoli Stati, ma supportata da politiche continentali che aumenterebbero esponenzialmente i suoi effetti, così come si è verificato in USA e Gran Bretagna.

Perdere la sovranità di alcune scelte, come quelle per esempio fiscali, potrebbe dare fastidio solo a chi questo potere non lo avrà più, ma nel medio-lungo periodo, strutturando bene l’assetto organizzativo europeo, gli effetti positivi potrebbero non tardare a venire ed essere così importanti da cambiare lo stile di vita dei cittadini europei. Quello che sarà fondamentale per poter avere voce in capitolo sarà il rispetto degli impegni presi e la volontà reale di diminuire un debito pubblico che soffoca l’economia interna.

Un quadriennio ricco di impegni. Bisognerà lavorare molto, su noi stessi e su ciò che è in programma!

L’effetto sui mercati finanziari è visibile a tutti. Già nella mattinata di lunedì tutti i mercati europei hanno aperto in forti gap up, scontando un possibile accordo, proseguendo il rialzo durante la seduta di ieri e l’apertura di oggi. In questi casi non bisogna farsi prendere dall’euforia ed inseguire i mercati, ma pensare a dove potrebbero arrivare. Per molti i target di questo rialzo potrebbero essere già arrivati. Un dato che non deve essere certo condizionare l’operatività di chi è long o portare necessariamente ad uno short, ma quantomeno prestare attenzione. Dow diceva: un trend è confermato, fino a quando non vi siano segnali di inversione. Bisogna solo monitorarli!

Dott. Valerio Corallo

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