Torna l’orso sull’euro?

Scritto il alle 16:02 da WFTrading Roma

Tra gli scenari politici europei da una parte, quelli di politica monetaria dall’altra e le figure tecniche a fare da cornice, il quadro sembra essere completo.

  1. Il volo di Tsipras, verso Putin, non è passato inosservato sui mercati finanziari. Sul cambio Euro/Dollaro, da che si stava configurando una giornata rialzista, quella dell’8 aprile è stata un’altra giornata di ribassi, conclusasi con la rottura dei minimi d’apertura e proseguita nella giornata odierna. Il caso Grecia, così come era prevedibile dai giorni successivi all’accordo del 20 febbraio scorso, non era del tutto concluso. Le misure portate dalla Grecia per risolvere quest’annoso problema non sono state giudicate sufficienti e molte domande sono rimaste ancora senza una risposta. Il viaggio in Russia del premier greco Alexis Tsipras, per trovare accordi bilaterali sui prodotti agricoli greci, sembra non essere del tutto rispettoso della posizione assunta dall’Europa nel caso Russia- Ucraina. Dall’altra parte, continua la pretesa verso la Germania, dei debiti di guerra e di tutto ciò che successe ormai settant’anni fa. Pretese che inizialmente sembravano essere richieste per ottenere qualche vantaggio in più, ma che, con il passare del tempo e con la sempre maggiore insistenza, iniziano ad essere prese sul serio, scaturendo molti giudizi negativi. Il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, nel respinge le rinnovate richieste di Atene, dà un giudizio sintomatico: “Francamente lo trovo stupido”.
  2. L’effetto del Quantitative Easing Europeo non poteva che generare un trend bearish sul cambio Euro-Dollaro, dal momento che, come qualsiasi altro prodotto finanziario, si muove per effetti di domanda ed offerta. Offerta, che per effetto dei 3 miliardi al giorno immessi dal QE, almeno fino a settembre 2016, sta “abbattendo” l’appeal sull’Euro e su tutti gli obbligazionari europei. I rendimenti sono infatti così bassi, che a questo punto sembra preferibile, andare oltre oceano per investire su strumenti finanziari decennali come il T-Note (10Y).
  3. Le figure tecniche che si stanno creando sembrano auspicare ad una continuazione del trend bearish, piuttosto che ad una sua inversione. Dopo aver sfiorato il target del 261,8% di Fibonacci, a 1,0403 (il minimo fu a 1,0456), per poi toccare nuovamente i minimi di gennaio in area 1,1090, e dopo aver provato nuovamente a rompere questi ultimi livelli, il cross eur/usd sembra ora rompere i minimi relativi della scorsa settimana a 1,0712. In caso di rottura, il target dei precedenti minimi sembra avere un’alta probabilità di successo. Nel caso in cui i prezzi dovessero tornare nuovamente in prossimità di 1,0456, però, si dovranno valutare attentamente le variabili esogene al fine di capire se puntare ad un nuovo rimbalzo, oppure sfruttare la prosecuzione del trend di lungo periodo.

Euro-Dollarodott. Valerio Corallo

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