…Io sto con Draghi!

Scritto il alle 11:18 da WFTrading Roma

La fortuna di essere italiano è solamente quella di risiedere nell’Euro Zona, quella parte di mondo le cui politiche monetarie sono gestite da una persona esperta di economia. Una persona in grado di fare il politico quando ce n’è bisogno, in grado di muoversi tra azioni e dichiarazioni, in maniera tale da riuscire a massimizzare ogni suo operato. Una persona che da quando ha assunto il ruolo di governatore della Banca Centrale Europea ha sempre cercato, riuscendoci, di tutelare tutti gli europei. La fortuna di essere italiani è quella di avere come governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi!

È un peccato che molti lo critichino sperando che possa fare ciò che i politici non fanno. Il problema sta nel fatto che il Governatore della BCE svolge un altro lavoro. È facile criticare quando si è dall’altra parte, ma per me, è più facile elogiare quando il lavoro è fatto così bene. Un lavoro che ha avuto effetti positivi ancor prima che iniziasse (vedi gli andamenti dei mercati finanziari europei ancor prima che iniziasse il QE).

Per comprendere meglio quanto detto, analizziamo quanto fatto dai nostri vicini. Prendiamo la politica monetaria della Banca Centrale Russa. Dallo scorso anno, i tassi di interesse sono passati dal 5,5% di febbraio 2014 al 7% di marzo, ai 7,5% di aprile per poi avere un incremento quasi esponenziale tra ottobre e dicembre passando dal 9,50% al 17%. Non è tanto la crescita così accentuata, ma piuttosto il successivo decremento nei mesi successivi, che lo ha portato all’attuale 14%. Se da un lato si loda l’estrema flessibilità e sensibilità alle variabili internazionali (vedi crollo del petrolio), dall’altra si potrebbe obiettare sulle capacità previsionali. L’effetto è un’altalena del Rublo su tutti i cross valutari che certo non fa bene agli investitori.

Non è andata meglio in Svizzera, dove la cancellazione del limite minimo sul cambio EUR/CHF a 1,20 ha di fatto gettato nel panico molti Broker, Investitori e Traders. L’aspetto più grave è che anche nella stessa Svizzera ora dovranno gestire questo shock finanziario. UBS, il 6 marzo scorso, ha diramato un comunicato a mio avviso inquietante: «L’abolizione della soglia minima del tasso di cambio EURCHF e l’ulteriore diminuzione del tasso negativo da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) il 15 gennaio scorso ha messo sottosopra il mercato dei tassi d’interesse svizzero. Il team di collaboratori del capo economista di UBS Svizzera ha esaminato le potenziali conseguenze in diversi scenari possibili. Da questa analisi emergono ripercussioni negative per l’economia reale, notevoli rischi di variazione dei tassi di interesse, un’ulteriore pressione per un consolidamento nel settore bancario nonché gravi conseguenze per il sistema previdenziale svizzero».

(fonte: https://www.ubs.com/global/it/about_ubs/media/switzerland/releases/news-display-media-switzerland.html/it/2015/03/06/cio.html).

Guardando al grafico dello SMI (la borsa Svizzera) con il Cambio EUR/CHF, si nota come a fronte del crollo immediato del cross valutario, sia corrisposto anche quello borsistico, innescando il panico (vedi i volumi in vendita dell’ultima candela rossa). Anche se oggi si sono rotti i precedenti massimi, l’andamento così altalenante degli ultimi mesi ha comunque influito non poco.


Alla luce di ciò, la modalità con cui siamo arrivati finalmente al QE e gli effetti che ci sono stati sui mercati finanziari e sulle prospettive di quelli reali, non possiamo non menzionare il rapporto dell’ OCSE che rivede al rialzo, rispetto all’outlook di novembre, le stime di crescita per i tre big dell’Eurozona: Italia, Francia e Germania. Per l’Italia si prevede un Pil in crescita dello 0,6% nel 2015, 0,4 punti percentuali in più della vecchia stima, e dell’1,3% nel 2016 (+0,3 punti). Per l’Eurozona, invece, la stima della crescita è dell’1,4% quest’anno e del 2% nel 2016.

Vedendo il grafico del nostro FTSE Mib, del Dax, del Cac40, dell’IBEX o, più semplicemente, del DJ Stoxx 50, si nota come l’andamento rialzista sia forte e regolare. Senza altalene che creano paura e perdite, ma solamente con un andamento così lineare che ha colpito unicamente chi non poteva credere ad un rialzo così costante.

 

…Io sto con Draghi!

Dott. Valerio Corallo

 

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