L’anno che verrà!

Scritto il alle 14:12 da WFTrading Roma

Siamo ormai alla fine dell’anno, molti avranno letto e visto articoli che parlano di ciò che è stato e di ciò che potrebbe essere e non potevamo quindi esimerci dal dire la nostra.

L’anno 2014 ha visto il consolidamento della leadership mondiale degli indici americani in particolar modo dell’indice S&P 500 che ha fatto registrare oltre il 12% da inizio anno. La situazione economica europea si è riflessa sull’andamento degli indici stessi che hanno fatto registrare invece performance non consoni ad un investitore medio. In Europa infatti solo il Dax tedesco è riuscito a fare un +4,21%, non eccezionale, ma che scontenta pochi. Il  nostro FTSE MIB invece si è ritrovato a galleggiare, dando in alcuni momenti dell’anno anche la sensazione di poter fare buone cose, per poi chiudere ai prezzi di inizio anno con un +0,05%. Risultato deludente? Non direi se paragonato ai risultati macroeconomici.

Ciò che è passato è passato ed ora bisogna guardare al futuro. Nel caso in cui a gennaio Mario Draghi, governatore della BCE, dovesse avviare un processo di quantitative easing europeo, si avrebbero effetti positivi soprattutto sui titoli bancari e finanziari. Andando quindi a vedere la composizione dei vari indici europei, quello italiano sembra essere l’indice che potrebbe beneficiarne maggiormente. Titoli come Intesa San Paolo o Unicredit potrebbero avere delle forti impennate dovute a possibili acquisti del debito pubblico italiano. Questo spiegherebbe anche le ultime aste dei BTP che hanno fatto registrare rendimenti sui decennali molto bassi.

Se nel breve termine in titoli finanziari saranno quelli che beneficeranno maggiormente, nel medio lungo periodo questa enorme liquidità (e ancora di salvezza) dovrebbe essere impiegata per far finalmente quel riammodernamento infrastrutturale di cui l’Italia ha tanto bisogno. Per tale motivo scegliere titoli quali Ansaldo o Impregilo, potrebbero rappresentare delle ottime opportunità di investimento. Il problema di questi titoli è però legato alla loro bassa liquidità che porta a spread elevati tra denaro e lettera e quindi ad un rischio che deve essere quantificato prima di fare l’operazione stessa. Il metodo migliore in questi casi è quello di aumentare la quantità investita via via che il trend viene confermato, aumentando da una parte il prezzo di carico, ma sicuramente aumentando la sicurezza della bontà dell’investimento.

Da vedere al momento!

Sul campo valutario, il contemporaneo avvio di politiche monetarie espansive in Europa e di quelle restrittive in America, potrebbero portare alla definitiva consacrazione di un economia mondiale dollaro centrica. Il 2015 sarà l’anno del dollaro su molte valute non eccessivamente sane. Anche alcuni BRICS hanno iniziato a segnare il passo, con crescite sempre molto alte, ma non come quelle di qualche anno fa. Vedi per esempio la Cina che non è riuscita a centrare l’obiettivo della crescita del 7,5% del Pil.

Sono banali considerazioni che devono necessariamente esser supportate dai dati macro e dall’analisi tecnica al momento di fare l’operazione, ma sicuramente servono per mantenere l’attenzione su certi prodotti finanziari piuttosto di altri, al fine di esser presenti quando ci daranno l’opportunità di entrare al meglio.

Per i Cross valutari quindi occhi puntati all’Euro-Dollaro, al Dollaro Australiano su quello Americano, vista la ripresa dell’economia per molti Stati e all’Euro sul Pound, dal momento che la discrepanza di economie inizia nuovamente a farsi sentire.

Auguri a tutti di un felice anno nuovo

Dott. Valerio Corallo

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