Dax, S&P 500 e FTSE Mib…scenari di Breve Periodo

Scritto il alle 10:50 da WFTrading Roma

 

Come anticipato la scorsa settimana, i mercati sono sempre molto umorali. Chi fa di questa passione, un vero lavoro, non può esserlo. Deve analizzare, studiare e, come la scorsa settimana, avere il coraggio di  seguire le proprie idee. Fatta questa premessa, a mio avviso doverosa, passiamo ad analizzare la situazione economico-finanziaria della Zona Euro e degli USA.

I dati macro in Europa non sono molto floridi. Molti paesi sono in profonda crisi, tra tutti il nostro. Alcune leggi finanziarie consegnate all’europarlamento verranno molto probabilmente bocciate. È il caso della Francia che ha già anticipato tutti, dichiarando la probabile effrazione del regolamento sul Deficit/PIL. Lo sarà molto probabilmente la nostra che, puntando su numeri fantomatici derivanti dalla lotta all’evasione che non rappresentano per tipologia dati reali, non potranno esser conteggiati, sancendo di fatto lo sforamento del rapporto sopra citato.

In Germania non se la passano meglio. Presi con problemi di esportazione e con una latente deflazione che mette a rischio anche i bellissimi conti statali derivanti da anni di “rigore” (per usare un’espressione della Merkel), le aspettative di breve –medio periodo non sembrano esser buone. Potrebbe infatti non ripetersi più il fenomeno che ha visto la Germania finanziarsi a costo zero grazie all’appeal che hanno avuto i Bund tedeschi.

In America le politiche di Quantitative Easing hanno funzionato alla grande! Ciò che ha impaurito non poco i mercati nell’ultimo mese, sono stati i rumors che davano l’inizio di una politica monetaria restrittiva molto più vicino di quanto il sistema poteva sopportare. I membri della FED si sono prontamente mossi per rasserenare tutti. D’altronde come potrebbe, la banca centrale che ha dato una svolta epocale nella lotta alla crisi economica, perdersi in un bicchiere d’acqua, aumentando i tassi di interesse in una fase così delicata?

Il confronto con l’analisi tecnica però, provoca non poche distonie!

L’analisi fatta sugli indici offre una figura di inversione sul DAX H4 che proietterebbe i prezzi a 9300 bpts, dagli attuali 8900 (+4,49%).

 

Dax 22_10

 

Tale figura è stata rotta grazie alla spinta dell’S&P 500 che dopo aver rotto il 38,2% di Fibonacci dell’ultima discesa e dopo aver creato diverse divergenze su time frame medio lunghi, ha iniziato un trend rialzista che lo vede oggi sull’ultimo livello di Fibonacci (61,8%). Tale livello rappresenta l’ultimo ostacolo ad una ripresa dei prezzi che potrebbe far rivedere i 2.000 punti entro fine anno.

 

S&P 22_10

 

I segnali però, non si anticipano mai! Se facessimo così non saremmo traders ma maghi… più stile Mago Oronzo!

Ecco dunque che l’attesa, che è la virtù dei forti, ci impone di aspettare la rottura dell’ultimo livello per avere una visione long, in assenza della quale, il mercato confermerebbe il pesante short degli ultimi periodi.

Il nostro FTSE Mib, non sembra avere molte chance, se non quella di andare come al solito al traino di DAX ed S&P, sperando vivamente nel long… nostra unica ancora di salvezza.

Il problema è che molti economisti non lo hanno ancora capito, o fanno finta di non capire!

Graficamente l’indice ha dato a molti speculatori, la possibilità di conseguire forti guadagni sia dalla discesa, sia dal rimbalzo sull’ultimo livello di Fibonacci del trend crescente iniziato nel giugno del 2013.

 

FTSE MIB 22_10

 

 

Trend di lungo periodo si potrebbero innescare solo con il superamento definitivo di 17.837 o di 20.773 bpts, con maggiori probabilità ahimè della prima! Il FSTE Mib, per la sua conformazione grafica e per i suoi fondamentali non rappresenta una grande opportunità. Unica notizia in grado di rendere maggiormente appetibili i nostri bancari è l’uscita dei risultati sugli stress test. Questi potrebbero dare fiducia e creare opportunità di investimento allettanti, ma fino ad allora, a mio avviso, meglio altri prodotti finanziari.

Dott. Valerio Corallo

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