Il Quantitative Easing cinese…effetti sulle valute!

Scritto il alle 17:23 da WFTrading Roma

La Banca Popolare di Cina sta iniettando 500 miliardi di yuan (81 miliardi dollari) nel sistema finanziario attraverso il tessuto bancario. Mentre oltre oceano la Federal Reserve nella figura del suo governatore Janet Yellen, annuncerà il penultimo taglio di 10 miliardi di dollari al suo Quantitative Easing, in Europa ed in Cina, così come in Giappone, le banche centrali si muovono per fronteggiare crisi più o meno accentuate e per aggiustare personali scenari economici futuri. In questo caso, la Cina, locomotiva mondiale dell’ultimo decennio, ha capito che è meglio prevenire che curare. Sicuramente non avrà sentito la famosa pubblicità di un dentifricio italiano, ma il concetto non è certo sfuggito. Intervenire ora poco, per non intervenire tanto dopo. Intervenire in un’economia che dallo scorso anno, quando a luglio faceva registrare un +7,5% del PIL, è passata ad un +2% lo scorso trimestre (cifra tra l’altro che l’Italia firmerebbe subito con il sangue se potesse avere), vuol dire essere estremamente lungimiranti e flessibili…Una vera macchina da guerra! Nonna diceva sempre che i proverbi sono la saggezza dei popoli: Non si chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi; così com’è preferibile intervenire fin da subito per poter limitare gli interventi e massimizzare i risultati.

Anche da un punto di vista di risultati sperati, dove i consumi interni erano il primo obiettivo dato lo scorso anno dal presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, potrebbero ripartire di slancio, sancendo, di fatto, la Cina come potenza economica mondiale priva di punti di debolezza.

Tutto ciò come si può riflettere sul mercato valutario?

Sicuramente un dollaro forte, se non fortissimo, su quasi tutte le altre valute.

Il deprezzamento dell’euro sul dollaro è cominciato già da tempo, con un’accelerazione data lo scorso 4 settembre dagli interventi di Mario Draghi. I livelli obiettivo, come si evince dal grafico, sono molto bassi.

 

euro dollaro 16 settembre

 

 

Su grafico weekly, così come su quello monthly, la situazione non è molto buona nel medio lungo periodo. Da quanto si evince sopra, la caduta dei prezzi si potrebbe arrestare intorno ad area 1,2820 o peggio (forse meglio) ancora, in area 1,2753 o 1,2275.

Stessa cosa per il cross valutario tra dollaro e yen giapponese, che molti analisti stimano poter arrivare entro fine anno, a meno di cambiamento dei segnali operativi a 110 dollari per yen. Come si evince dal grafico monthly, il cross valutario analizzato ha rotto l’ultimo livello di Fibonacci del trend decrescente, sancendo così la sua inversione. Il supporto fatto partire dal 1° giugno offre un bel paracadute alla forza del trend. Non eccessivamente ripido, ma nemmeno troppo piatto.

 

USDJPY 16 settembre

 

 

Terminiamo con il dollaro su yuan, oggetto iniziale della nostra disquisizione.

 

USDCNH 16 settembre

 

 

Da quanto detto e da quanto si vede dal grafico, il mercato dovrebbe anch’esso iniziare un trend rialzista, per altro confermato dalla tenuta del 50%, che lo proietta ai precedenti massimi a 6.26, ma soprattutto, nel lungo periodo (giugno 2015) agli altri massimi, ben più ambiziosi, a 6.4 $/¥.

Come sempre la vita del trader è attesa… attendiamo anche noi la Yellen, per vedere se sarà tutto confermato!

 

Be careful & stay toned!

 

Dott. Valerio Corallo

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2 commenti Commenta
trandafil
Scritto il 17 settembre 2014 at 17:59

“stay toned” LOL

m’hai fatto sbudellare !

(ci provo a stare “toned”)

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Scritto il 18 settembre 2014 at 16:55

;)

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